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Eventi
"Roma e i Barbari"
Palazzo Grassi - Veneziafino al19 Luglio
1700 oggetti in mostra per uno storico puzzle a cavallo tra le campagne di Cesare e il secondo millennio: a Palazzo Grassi, dal 26 gennaio, arriva Roma e i Barbari.Da dentro del Contemporaneo nell’arte, Palazzo Grassi diviene temporaneamente sede espositiva di un perco1o importante nella storia, un ampio periodo della durata di mille anni, in cui si è formata l’identità del continente europeo. Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo, l’ultima mostra legata alla guida di Jean-Jacques Aillagon, vuole proporre una visione differente di questi mille anni decisivi per quell’entità geografica oggi chiamata Europa, che troppo spesso celebra radici greche, romane ed ebraico-cristiane, scordando le proprie origini barbare, peraltro assai potenti e determinanti. La mostra si concentra sui fenomeni che toccano più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare i processi che, partendo dall’Oriente, hanno interessato anche l’Occidente.Non va scordato il ruolo svolto dal Mediterraneo, fino all’avvento del mondo arabo musulmano, di ‘bacino’ naturale per un continuo scambio di uomini, merci e idee da Est a Ovest.L’espa1ione in Europa, Africa, Asia ha permesso che l’impero Romano entrasse in contatto con altri popoli, sia testimoni di grandi civiltà come gli Egizi e i Pe1iani, sia dei cosiddetti Barbari.I Romani, come prima avevano fatto i Greci, per barbari intendevano coloro di cui non comprendevano la lingua e che non erano organizzati in aggregati urbani e imperi territorialmente stabili.Il rapporto di Roma con tali popolazioni era spesso caratterizzato dall’approccio tipico del dominatore con il sottomesso, come ricorda gran parte dell’iconografia imperiale romana.Spesso però gli stessi barbari erano fautori di importanti vittorie sul piano militare.Nel co1o di più secoli, questo confronto ha significato per l’Impero la necessità di essere costantemente all’erta, tuttavia ciò ha permesso un’osmosi molto feconda tra il mondo romano e i differenti mondi barbari, creando nell’Impero un modello di civiltà aperta, quasi ‘accogliente’ nei confronti delle dive1ità di credo e usanze.Roma diviene quindi un melting pot di popoli differenti, senza preclusioni ve1o l’accesso alle più alte cariche
Palazzo Grassi - Veneziafino al19 Luglio
1700 oggetti in mostra per uno storico puzzle a cavallo tra le campagne di Cesare e il secondo millennio: a Palazzo Grassi, dal 26 gennaio, arriva Roma e i Barbari.Da dentro del Contemporaneo nell’arte, Palazzo Grassi diviene temporaneamente sede espositiva di un perco1o importante nella storia, un ampio periodo della durata di mille anni, in cui si è formata l’identità del continente europeo. Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo, l’ultima mostra legata alla guida di Jean-Jacques Aillagon, vuole proporre una visione differente di questi mille anni decisivi per quell’entità geografica oggi chiamata Europa, che troppo spesso celebra radici greche, romane ed ebraico-cristiane, scordando le proprie origini barbare, peraltro assai potenti e determinanti. La mostra si concentra sui fenomeni che toccano più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare i processi che, partendo dall’Oriente, hanno interessato anche l’Occidente.Non va scordato il ruolo svolto dal Mediterraneo, fino all’avvento del mondo arabo musulmano, di ‘bacino’ naturale per un continuo scambio di uomini, merci e idee da Est a Ovest.L’espa1ione in Europa, Africa, Asia ha permesso che l’impero Romano entrasse in contatto con altri popoli, sia testimoni di grandi civiltà come gli Egizi e i Pe1iani, sia dei cosiddetti Barbari.I Romani, come prima avevano fatto i Greci, per barbari intendevano coloro di cui non comprendevano la lingua e che non erano organizzati in aggregati urbani e imperi territorialmente stabili.Il rapporto di Roma con tali popolazioni era spesso caratterizzato dall’approccio tipico del dominatore con il sottomesso, come ricorda gran parte dell’iconografia imperiale romana.Spesso però gli stessi barbari erano fautori di importanti vittorie sul piano militare.Nel co1o di più secoli, questo confronto ha significato per l’Impero la necessità di essere costantemente all’erta, tuttavia ciò ha permesso un’osmosi molto feconda tra il mondo romano e i differenti mondi barbari, creando nell’Impero un modello di civiltà aperta, quasi ‘accogliente’ nei confronti delle dive1ità di credo e usanze.Roma diviene quindi un melting pot di popoli differenti, senza preclusioni ve1o l’accesso alle più alte cariche







